• OCCLUSIONE E OSTEOPATIA

    Vi è mai capitato di svegliarvi al mattino con una grande pesantezza alla testa e/o rigidità alla bocca?  Vi capitata  di soffrire di cervicalgia e magari serrare i denti durante il giorno o la notte? Forse si tratta di bruxismo o di problematiche legate all’occlusione dentale.

    Perchè capita questo? L’osteopata cosa può fare per migliorare o far regredire tali disturbi?

    Probabilmente vi trovate di fronte a una situazione non ottimale di occlusione dentale e questo potrebbe essere associato a problematiche della bocca stessa o delle strutture ad essa collegate che ne alterano la funzione . Cioè può capitare che :

    – traumi cranici e cervicali (colpi di frusta, cadute…)

    – problematiche dell’orecchio e dell’apparato vestibolare (vertigini  ,alterazioni dell’equilibrio)

    – alterazioni delle articolazioni temporo-mandibolari

    – tensione nei muscoli masticatori (compresa la lingua, il pavimento del palato e il palato molle)

    – asimmetrie facciali

    possano ripercuotersi nella bocca e contribuire nella mal occlusione.Oppure viceversa può accadere che :

    – assenza di denti
    – infezione di un dente
    – posizione non corretta dei denti (mal occlusione)
    – lavori di protesi, corone, otturazioni, implantologia e ortodonzia non più adatti alla persona
    – cattiva deglutizione
    – irritazioni gengivali e radicolari

    possano essere la causa di tensioni cervicali, mal di testa, vertigini , mal di schiena, click mandibolare , serramento dei denti , asimmetrie facciali…

    L’osteopata di frequentemente riscontra “problematiche” a livello della base cranica , dell’orecchio ,del faringe e  della colonna cervicale in presenza di serramento, bruxismo o alterazioni della mobilità temporo-mandibolare. Sembrerebbe che “normalizzando ” manualmente le suture craniche , manipolando i tessuti molli della bocca e intervenendo sul rachide vertebrale si ottengano buoni risultati nell’occlusione e nei disturbi ad essa collegati.

    Un’ ottimale funzionalità della “bocca” concorre ad  aumentare il potenziale benessere al quale il nostro organismo è chiamato… Per questo non bisogna dimenticarsi che il distretto orale oltre alla masticazione svolge la funzione della deglutizione e della fonazione . E’ quindi utile valutare sempre il funzionamento di strutture come la mandibola, le ossa mascellari, le ossa palatine, il vomere, l’etmoide, lo sfenoide, le ossa temporali, il palato molle , la lingua, i legamenti, l’osso ioide , la regione faringea e le molteplici strutture vascolari e nervose interessate in tali funzioni. 

    In ambito osteopatico quindi, partendo dal presupposto che il corpo è un’unità , possiamo considerare la meccanica della masticazione e della deglutizione strettamente correlate al cranio, alla regione cervicale, faringea, connesse anatomicamente a loro volta ad altre strutture corporee come la colonna dorsale, lo stretto toracico superiore , gli arti superiore, il sistema gastro-esofageo e respiratorio. Non dimentichiamoci mai che la funzione e la struttura sono sempre correlate a tal punto che l’una può influenzare e modificare l’altra e per fortuna anche positivamente !

    Ianira Pinesi D.O. Osteopata

  • DOLORI MESTRUALI

    Immagine tratta da http://static.tantasalute.it                 Tra i disturbi legati al ciclo mestruale la mestruazione dolorosa ( definita dismenorrea ) è tra i più comuni nelle donne in età fertile , tanto che risulta essere di estrema importanza in ambito ginecologico. Essa può essere associata ad alterazioni del flusso e/o ad irregolarità del ciclo mestruale e generalmente si manifesta con dolori addominali e pelvici. Il ciclo mestruale doloroso, o dismenorrea, è caratterizzato da: dolore addominale (spesso molto intenso), lombalgiatalvolta mal di testa, nausea e diarrea. Il dolore addominale può continuare a livello delle gambe e in particolare nella porzione anteriore della coscia fino alle ginocchia.

    Ma i fastidi possono iniziare anche nei giorni che anticipano la mestruazione e possono essere accompagnati  da irritabilità , instabilità emotiva, malessere, stanchezza, gonfiore, dolore al seno, difficoltà di concentrazione, perdita della libido, debolezza e dolori all’addome inferiore magari accompagnati da dolenzia lombare diffusa . L’insieme di questi disturbi caratterizzano la cosiddetta sindrome premestruale . Gli ormoni giocano un ruolo fondamentale nel prepare l’oranismo femminile allo “svuotamento” uterino e non sempre la donna è ben “tollerante” all’arrivo del flusso . Certo è che gli sbalzi di umore per noi donne e per chi ci circonda siano non sempre “graditi” sebbene più o meno prevedibili . Personalmente ho notato nel corso degli anni dei cambiamenti nei confronti dell’arrivo del flusso . Dolori addominali insopportabili nei primi anni che nel corso del tempo si sono trasformati in mal di testa prima  e instabilità emotiva successivamente . Ci sono adolescenti che all’arrivo del ciclo sono costrette a stare a letto forse per tollerare meglio il dolore e rigenerarsi, altre che addirittura si trovano con nausea e vomito mentre in casi eccezionali i sintomi sono pressoché nulli . Ho notato che ultimamente i giorni in cui piango “senza motivo”, sono triste e forse un po’ disturbata da strani pensieri coincidono proprio con la fase premestruale ! E devo dire che questo è rincuorante . A volte anche grazie al dolore si è consapevoli del benessere e della salute! Poiché molte donne soffrono l’arrivo della mestruazione e non sono molto tolleranti possiamo tutte farci forza a vicenda e provare a considerarlo come un “ciclo vitale”. In quanto tale ha un inizio ed una fine e credo che  ogni fine richieda un cambiamento per un nuovo inizio e ben si sa che il cambiamento a volte ci spaventa così come qualsiasi altro processo evolutivo . Direi quindi che ci è assolutamente concesso di avere a volte più capacità di adattarci rispetto ad altre , di avere “crisi isteriche” ,paranoie senza senso o gioie improvvise ! Sarà per questo che godremo di cicli “normali” e di cicli terribili e non dimentichiamoci delle condizioni strutturali e stressanti che potrebbero interferire con un maggior adattamento psicofisico all’arrivo del ciclo ! Ricordo che l’utero insieme all’apparato genitale è protetto dal bacino , grazie al diaframma pelvico e ad altre strutture ligamentose é in stretto rapporto con l’osso sacro e il coccige . Inoltre ha rapporti anatomici con la vescica e l’intestino . Osteopaticamente  una motilità non ottimale di tali distretti ( in assenza di alterazioni funzionali come ad esempio l’endometriosi) potrebbe interferire con il ciclo mestruale . La regione vertebrale del passaggio dorso-lombare è implicata nella regolazione nervosa dei suddetti distretti anatomici indi alterazioni tissutali andrebbero riequilibrate con trattamenti osteopatici per prevenire gli insopportabili dolori al femminile e favorire una buona motilità uterina prima dello “svuotamento”.

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    immagine tratta da http://www.bios-spa.it/

    I dolori mestruali e la sindrome premestruale possono risultare realmente problematici nella vita quotidiana della donna tanto da alterare l’umore e la vita interpersonale nonchè quella lavorativa. Sembra che la sindrome premestruale possa durare dai 10 ai 14 giorni, vale a dire, per chi ha cicli molto regolari di 28 giorni, dal sedicesimo giorno fino all’arrivo del ciclo mestruale: un periodo molto lungo, durante il quale dovremmo portare tanta pazienza ed essere ingrado di chiedere sostegno ed aiuto. Una visita ginecologica è sempre consigliata per escludere problematiche particolari ed aver consigli su come affrontare il ciclo mestruale . Consiglio inoltre l’utilizzo di eventuali farmaci esclusivamente solo su consiglio dello specialista che può prescrivere un’eventuale cura mirata . Concediamoci comunque l’alternativa di poter provare con approcci naturali come la medicina omeopatica. Inoltre per alleggerire tensioni emotive lo yoga ed esercizi di rilassamento fanno sempre al caso nostro …

    Ianira.

     

     

  • LA COLONNA LOMBARE : LOMBALGIA

    (Immagine tratta da http://yourself.pianetadonna.it/)  La colonna lombare è tra le zone anatomiche più “problematiche” con cui noi osteopati abbiamo a che fare . Le statistiche in ambito sanitario dimostrano infatti che tra i tre disturbi principali per cui ci si rivolge al medico ci sono la lombalgia , le infezione del tratto respiratorio e il mal di testa . Spesso il dolore lombare emerge nella porzione più bassa della colonna lombare  in prossimità dei glutei e il  medico stesso consiglia trattamenti manuali per alleviare o risolvere tale disturbo che affligge i pazienti. Per analizzare le possibili cause, anatomiche ,fisiologiche, meccaniche e perchè no psicologiche è necessario descrivere un po quest’area anatomica.

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    La colonna lombare  deve sostenere il tronco e proteggere il midollo spinale che arriva dalla base del cranio per poi lasciar emergere dai fori intervertebrali i nervi che andranno nei diversi muscoli .

    A seguito di uno sforzo eccessivo o di un trauma può comparire il dolore lombare che si manifesta spesso accompagnato a rigidità nei movimenti e contratture muscolari. Se il dolore è localizzato a livello lombare basso, coinvolge il gluteo e arriva fino al tallone ci troviamo difronte a lombosciatalgia. In questo caso potrebbe essere presente una condizione infiammatoria a livello del nervo sciatico o ischiatico ( nervo più voluminoso dell’organismo ,nasce a livello del plesso lombo-sacrale per dirigersi ai glutei, attraversarli e scende lungo la porzione posteriore della gamba) data da un movimento brusco ad esempio o da fenomeni compressivi causati  da un’ernia discale . A volte si parla “erroneamente” di sciatalgia anche se il dolore inizia a livello lombare ed  è distribuito nella regione anteriore della coscia. In questo caso probabilmente non sarà il nervo sciatico ad essere interessato ma il nervo femorale. Il nervo femorale origina con tre radici dal plesso lombare (L2-L3-L4) e tra i muscoli che innerva troviamo l’ileopsoas spesso in ipertono quando c’è una riduzione di movimento dell’anca .

    Il dolore lombare si presenta in diverse forme e modalità , talvolta è pungente e localizzato, altre volte coinvolge anche il basso ventre per arrivare al ginocchio e in alcuni casi è diffuso e si presenta come un dolore non facilmente localizzabile. (Non sono da escludere quelle condizioni dolorose che possono essere collegate a coliche renali, intestinali o a dolori mestruali). Generalmente ci troviamo di fronte ad una lombalgia di tipo “meccanico” quando compare al mattino e migliora con il movimento mentre nel caso di dolore notturno probabilmente siamo di fronte ad un’infiammazione di diversa entità. Il dolore è soggettivo, non è misurabile poichè è un’esperienza emozionale legata al vissuto della persona, alla propria “tolleranza” allo stimolo doloroso e all’entità dello stato infiammatorio.”Fortunatamente”  il dolore compare per farci capire che c’è qualcosa che non va , in assenza di esso probabilmente abbiamo la tendenza a non ascoltare ciò che accade al nostro corpo .  Non è una cosa di cui la persona si può disfare nell’immediato, è un motore motivazionale e una sensazione discriminatoria che ci dà la possibilità di metterci in moto per risolvere ciò che non va . Parlare di dolore lombare vuol dire porre attenzione ai possibili collegamenti anatomici con altri distretti . La colonna lombare segue in senso caudale la colonna dorsale, consta di 5 vertebre ed è connessa con l’osso sacro. Presenta fisiologicamente una lordosi  cioè una curvatura anteriormente convessa che può accentuarsi occasionalmente per ristabilire l’equilibrio della struttura ossea come accade nella donna incinta. Talvolta potremmo invece riscontrare una riduzione della lordosi lombare o addirittura una rettilineizzazione .Quando tali alterazioni comportano una riduzione del movimento e uno stato infiammatorio arrivano i dolori. Non trascurabili sono le fasce muscolari ed alcuni muscoli che la relazionano insieme al tessuto connettivo agli organi interni addominali e pelvici. Inoltre data l’anatomia del plesso nervoso lombo-sacrale si rapporta agli arti inferiori.

    “Osteopatia è anatomia, anatomia, anatomia “, concludo con questa frase di Andrew Taylor Still, il fondatore della medicina osteopatica , ribadendo che possono esistere molteplici fattori scatentanti il dolore lombare . Non dimentichiamo che disordini posturali, cadute , problematiche intestinali , esiti cicatriziali potrebbero interferire sulla funzionalità e la mobilità della colonna lombare .

    Ianira.

  • MAL DI TESTA e osteopatia

    immagine tratta da http://www.buonissimo.org    La testa,  rappresentata dal cranio , dagli organi sensoriali e tessuti  annessi ha un peso nell’adulto di circa 7 kg. Generalmente tale peso è ben supportato e “sopportato” dal resto del nostro corpo ma quando i pensieri diventano troppi e la colonna cervicale inizia ad irrigidirsi per il troppo carico da sostenere allora iniziano i tanto fastidiosi mal di testa! Presupponendo che condizioni traumatiche (ad es. colpi di frusta , cadute o “traumi” emozionali), disordini posturali e “cattive” abitudini motorie giocano un ruolo cruciale nello sviluppo di tale disturbo, prima di inoltrarmi nei dettagli anatomici e fisiologici vorrei proporre alcuni spunti di riflessione che vanno un po’ al di la della struttura e della funzione di tale distretto.

    Leggendo un libro di metamedicina riguardo il mal di testa sono stata colpita dalla connessione che viene riscontrata tra questo disturbo e la testardaggine nel trovare da sè la soluzione di un problema anzichè chiedere aiuto. Quando capita di avere l’impressione che la testa ci scoppi sembrerebbe provenire da emozioni trattenute, represse. Se si presentano in maniera violenta potrebbero essere associati alla paura o all’insicurezza. Il mal di testa si presenta in tempistiche e modalità differenti e soggettive e a volte da tutta la calotta cranica il dolore si trasforma per andare ad affliggere un unico lato della testa. Ed è cosi che arriva l’emicrania. Da un punto di vista psicosomatico alcuni ritengono che le emicranie siano la manifestazione del rifiuto di una situazione in cui ci siamo sentiti prigionieri o impotenti così che l’insicurezza e la difficoltà ad esprimere le proprie emozioni possano aver creato tensioni. Arriviamo ora al dunque della questione ed osserviamo la bellezza di questa parte del nostro corpo : il cranio . Partendo dalla componente ossea abbiamo modo di comprendere le possibili causee della cefalea , di questi mal di testa che a volte alterano negativamente la nostra giornata e i nostri pensieri.

    foto

    testa

    Colpiscono subito un “bel sorriso” a 32 denti, due cavità in alto che accolgono gli occhi e due cavità pseudotriangolari che permettono all’aria di penetrare all’interno del nostro organismo . Stati infiammatori in queste zone anatomiche potrebbero essere coinvolti nei fattori scatenanti il mal di testa . Il mal di testa può presentarsi in forma lieve e pulsante  o risultare diffuso , costante e associato a nausea, vertigini , acufeni e fastidio nei confronti della luce e dei rumori. Pùo interessare la regione fronto-occipitale e quindi coinvolgere la volta cranica o localizzarsi ad esempio sopra agli occhi o nelle regioni del viso. Escludendo il mal di testa da raffreddore possiamo supporre altre cause . Se ad esempio ci si sveglia al mattino già con tensione e dolore a livello sovraorbitario possiamo sospettare  che la cattiva alimentazione del giorno precedente possa aver interferito nell’insorgenza della cefalea (ancor più probabile se abbiamo la bocca amara e l’esigenza di bere acqua durante la notte). Se invece la tensione a livello cranico è localizzata anche a livello dei muscoli masseteri (regione più o meno in prossimità della guancia) e/o a livello cervicale possiamo optare per problematiche legate ai denti .Questo potrebbe essere il caso di chi durante la notte compie l’atto involontario di stringere e strofinare i denti ; è il caso dei soggetti bruxisti la cui tensione muscolare facciale e cervicale può dare origine alla cefalea. Nelle donne spesso può essere associato al ciclo mestruale .Se il mal di testa compare invece di sera ed è associato a rossore degli occhi, potrebbe essere causato da uno sforzo eccessivo della vista magari perchè siamo “stati costretti” a lavorare davanti al pc per tutto il giorno assumendo oltretutto una postura poco bilanciata. In questi casi spesso il mal di testa è tensivo ed oltre ad essere  associato a problematiche cervicali è combinato alla dorsalgia (dolore a livello della colonna dorsale ) . Può capitare che  il mal di testa arrivi durante il fine settimana quando il nostro corpo  finalmente si concede un po’ di relax dopo gli stressanti giorni lavorativi . Possono esistere differenti fattori scatentanti e un’attenta analisi del paziente, del proprio trascorso, delle abitudini e delle  “alterazioni” motorie e tissutali indirizzerebbe l’osteopata nell’approccio terapeutico più adeguato manipolativo si,  ma anche di collaborazione con altre figure professionali.

    Concludo riportanto brevemente una mia riflessione  : da studentessa avevo momenti di “no-lucidità” associati a cefalea dopo ore ore passate sopra ai libri o davanti al pc . La testardaggine è sempre stato il mio punto forte e allo stesso tempo col senno di poi forse anche il mio punto debole…Avevo forse la presunzione di poter comprendere tutto a ritmi non sostenibili dal mio organismo ?! Credo che  se non fosse stato per lo yoga e per le tecniche osteopatiche dei miei attuali colleghi la mia tensione cervicale e craniale ora sarebbe arrivata probabilmente alle stelle ! Ma chissà se i  troppi pensieri avranno contribuito a farmi ” scoppiare la testa”?

    Ianira.

     

  • GRAVIDANZA E OSTEOPATIA

    Durante la gravidanza il corpo è soggetto a continui adattamenti muscolo scheletrici , ormonali ed emozionali . E’ una fase della vita della donna dove il corpo subisce trasformazioni e a volte alcune donne potrebbero trovarsi a fare i conti con condizioni differenti di malessere  magari già esistenti ed accentuate dalla gravidanza stessa . Mese per mese il “centro” della colonna vertebrale , zona per alcuni connessa al 3° chakra o regione dell’ombelico , subisce delle variazioni tanto che i visceri e le strutture muscolo scheletriche devono riadattarsi al crescere della nuova vita ! E’ cosi che l’osteopata si trova a trattare pazienti in gravidanza per attenuare lombalgie, lombosacralgie, pubalgie  e cruralgie causate probabilmente dall’aumento della lordosi lombare che sottopone la donna a uno stress tissutale . Nausee , ritenzione idrica e stipsi possono essere più o meno presenti  e la “sintomatologia” varia in base alla persona e alla propria sensibilità e “tolleranza” ai cambiamenti . Sembrerebbe che situazioni di stress potrebbero interferire nello stato di tranquillità ed “accoglienza” che la futura mamma dovrebbe tenere . Il corpo è un “nuovo corpo” , con attività diverse che deve provvedere alla ” gestione” di due vite ! Il buon umore e la felicità (grazie agli ormoni che se la giocano bene!) non possono essere trascurati … sta avvenendo un miracolo !!!  Guardate un po’ che spettacolo !!!!

    http://www.youtube.com/watch?v=GZk4hT7ncv0

    Se consideriamo il “contenitore” di tutto questo processo dobbiamo far riferimento alle strutture anatomiche interessate . L’osso sacro , il pavimento pelvico , la colonna dorso lombare e l’addome presentano una propria motilità .Promuoverla grazie al trattamento osteopatico faciliterebbe la funzionalità strutturale e ginecologica . Ad esempio , manipolazioni sulla muscolatura addominale e pelvica allevierebbero tensioni e favorirebbero una buona mobilità dell’osso sacro, dell’iliaco e del coccige .Questo sembrerebbe interferire positivamente durante la fase del parto quando l’elasticità dei tessuti favorirebbe l’aumento del diametro antero-posteriore e trasversale del bacino , necessario per l’espulsione del bimbo, cioè per il suo arrivo ! Sotto un’immagine dove sono chiare le connessione anatomiche tra l’utero ( e quindi anche il bimbo) l’osso sacro, la vescica, l’osso pubico, l’intestino , la colonna lombare e il diaframma pelvico .Ricordo inoltre che una buona tonicità della muscolatura addominale e pelvica aiuta a sostenere l’addome e aiuta a prevenire possibili pubalgie .

     

    37-settimane-gravidanzaimmagine tratta da  http://www.tuttomamma.com/37trentasettesima-settimana-gravidanza/2954/

    Consiglio una storia carina da leggere http://www.osteopaticamente.it/frida-e-il-magico-mondo-dellosteopatia/

    Ianira .

  • FERTILITA’ E OSTEOPATIA

    L’universo femminile e l’universo maschile  nonostante le  molteplici differenze e reciproche “stranezze” sono entrambi meravigliosamente dotati di due sistemi riproduttivi “opposti” e “complementari” atti per istinto o per natura che dir si voglia al fine “ultimo” ,  il concepimento ! Ed è così che particolari recettori stimolati inviano impulsi dal plesso sacrale fino al cervello dove giochi e sogni si trasformano in  sensazione sessuale.  Tra giorni di piacere e di amore  saltano fuori giorni di “fertilità” e giorni di “poca o non-fertilità” !! Inizio parlando un po’ di donne e credo che tutti più o meno sappiano che i giorni fertili nella donna , giorni in cui è più alta la probabilità di concepimento , sono quelli della fase ovulatoria. In questa fase viene raggiunto il picco di secrezione dell’ormone FSH seguita dall’ “arrivo” di un altro ormone, chiamato LH che provoca la liberazione dell’ovocita dal follicolo . L’ovocita è poi trascinato nelle Trombe di Falloppio ( tube ) e si prepara alla fecondazione .

    ovocita fecondato

    Immagine tratta da http://www.cercounbimbo.net/?pid=21

    Dunque , donne che presentano un ciclo mestruale regolare di 28 gg , sarebbero fisiologicamente fertili tra il 12° e il 16° giorno .  ( Il primo giorno del ciclo è il giorno in cui inizia il flusso mestruale ) . Sembrerebbe che il desiderio sessuale vari in rapporto con le fasi del ciclo mestruale raggiungendo un possibile aumento in vicinanza dell’ovulazione ( probabilmente a seguito dell’alta produzione di estrogeni durante il periodo preovulatorio), chissà…la natura ci avrà messo del suo ?!?  L’uovo resterà poi vitale ed idoneo per la fecondazione dopo essere stato espulso dall’ovaio probabilmente per circa 24 ore !! Sembrerebbe di significativa importanza il ruolo dell’orgasmo (ai fini della fecondazione) poichè i muscoli perineali ,contraendosi ritmicamente , faciliterebbero la motilità dell’utero e delle tube di Falloppio promuovendo la progressione degli spermatozoi verso l’uovo ! Sembrerebbe inoltre che l’ossitocina (l’ormone dell’amore… e del parto!!) induca un aumento delle contrazioni ritmiche dell’utero che potrebbero provocare il rapido trasferimento degli spermatozoi !

    Parlare di fertilità vuol dire naturalmente prendere in considerazione anche il mondo maschile e a questo punto entra in gioco l’ormone per eccellenza : il testosterone .Esso , insieme ad altri ormoni ( luteizzante, follicolostimolante, estrogeni ed ormone della crescita) è implicato  nella spermatogenesi così che ogni giorno i due testicoli dell’adulto giovane formano circa 120 milioni di spermatozoi. Essi nel canale genitale femminile dopo l’eiaculazione solitamente sopravvivono 1-2 giorni benchè possano sopravvivere per molte settimane nelle vie genitali maschili.

    Il sistema riproduttivo maschile è composto dalle seguenti strutture : testicoli ( contengono tubuli seminiferi nei quali vengono prodotti gli spermatozoi), vasi deferenti, ghiandola prostatica, vescichette seminali , dotto eiacuatore e uretra ( fornita di muc0 proveniente dalle ghiandole bulbo-uretrali). apparato riproduttivo maschile

    immagine tratta da http://superagatoide.altervista.org/maschile.html

    Anatomo-fisiologicamente l’apparato riproduttivo è connesso alla regione dell’osso sacro ( tramite il plesso nervoso sacrale la sensazione sessuale arriva alle aree emozionali del cervello) , del bacino ( che “contiene” le strutture dell’apparato riproduttivo ed altre ad esso annesse) , del passaggio dorso -lombare della colonna vertebrale (dove le fibre nervose ortosimpatiche lasciano il midollo “promuovendo” la fase orgasmica seguita da uno stato di calma e senso di appagamento ). Talvolta, sebbene le condizioni siano ottimali si possono riscontrare difficoltà nel concepimento . Sembrerebbe che lo stress e l’ansia accumulata a seguito di questa difficoltà possano ulteriormente interferire non positivamente a livello riproduttivo. L’osteopata , promuovendo una condizione di equilibrio tra sistema parasimpatico e ortosimpatico potrebbe influire positivamente a livello metabolico ed emozionale. “Lavorando” inoltre a livello strutturale può favorire la mobilità delle varie porzioni del bacino , alleviando tensioni e favorendo elasticità ad esempio grazie al trattamento manipolativo di cicatrici in loco . Ricordo che il sistema riproduttivo è strettamente connesso all’osso sacro e al coccige quindi a seguito di cadute o traumi di diversa natura  sarebbe utile “liberare” le srutture  per ridurre lo  “stress” e promuovere una buona funzionalità  ! Inoltre  è consigliato , ai fini di promuovere un buono stato di salute , concedersi trattamenti osteopatici anche a seguito di processi infiammatori (es. cistiti, pruriti etc…) o interventi chirurgici per facilitare l’attività metabolica dei tessuti interessati !!!

    Ianira .

     

     

  • SISTEMA ENDOCANNABINO IDE E TRATTAMENTO OSTEOPATICO

    Qualcuno vive il trattamento come un momento per rilassarsi, qualcun altro arriva al bisogno “in preda al panico” poi c’è chi aspetta di restare “bloccato” . Esiste poi chi , spinto dalla curiosità o da amici e parenti si concede un’ora per prendersi cura di se e affidarsi alle mani dell’osteopata . Ma la maggior parte dei pazienti è accomunata da sensazioni simili ( se il sonno non prende il sopravvento !!!) durante e in particolar modo dopo il trattamento. “Finalmente mi sono rilassata/o !!!” …Ecco la frase più comune che a volte lascia spazio a sensazioni di “intontimento” !!! Sensazioni di leggerezza e scioltezza mi vengono riferite associate alla fame o al sonno,  c’è chi  ride e chi ha azzardato con uno spontaneo ” mi sembrava di stare in paradiso !!!” .

    Insomma ,tra sensazione di benessere e mormorii dell’intestino talvolta arriva il totale abbandono … Si potrebbe quasi dire di essere in preda allo “sballo da trattamento” osteopatico !!! Forse sembrerà strano ma è stato osservato e studiato che tali sensazioni potrebbero essere attribuite al sistema endocannabinoide . A tal proposito vorrei in maniera semplice riportare il tema della mia tesi , svolta con amore e fatica insieme alla mia amica, collega e compagna d’avventura Eleonora Micozzi (anche lei osteopata professionista) su suggerimento del nostro prof. ! “SISTEMA ENDOCANNABINOIDE E TRATTAMENTO OSTEOPATICO – una revisione- ” , un titolo che suscita curiosità e che forse spiazza i più scettici …

    E’ noto che esitono cannabinoidi esogeni ( introdotti nell’ organismo dall’esterno, per esempio il thc) , ma forse non tutti sanno che esistono anche i cannabinoidi endogeni, prodotti cioè dal nostro organismo.  I recettori , situati in diverse porzioni anatomiche del sistema nervoso  , sono stati scoperti “recentemente” e studiati nel loro ruolo di modulazione del dolore e dell’infiammazione.

    anandamide

    Già nel 1897 Andrew Taylor Still, il fondatore della medicina osteopatica rese famosa la frase :” L’uomo dovrebbe studiare e utilizzare i principi attivi già contenuti nel proprio corpo “. Il sistema endocannabinoide esemplifica il principio osteopatico secondo il quale il corpo possiede meccanismi di autoregolazione e autoguarigione . Rafforzando l’attività endocannabinoide si alimenta un potenziale terapeutico che include il trattamento di pazienti con disfunzioni somatiche, dolore cronico, malattie neurovegetative così come condizioni di infiammazione , disfunzioni intestinali e disturbi psicologici. Gli endocannabinoidi con i propri recettori posti a livello del sistema nervoso , sono imputati in meccanismi con  finalità analgesica (antidolorifica). Sono inoltre implicati nei circuiti di modulazione del dolore. Sembra che il trattamento osteopatico possa espletare il suo effetto attraverso la stimolazione del sistema endocannabinoide !!!

    Per saperne di più , prossimamente un altro  articolo !!!

    Ianira

  • RICOMINCIA IL LAVORO E … TORNA LO STRESS !!!

    Siamo ormai quasi tutti tornati dalle “vacanze” e sembra che i ritmi lavorativi abbiano preso il sopravvento !!! Sarà forse un caso ma in questi giorni ho osservato più del solito risvegli di ” vecchi acciacchi” e dolori. Sarà colpa dello ” stress” ? O dei ritmi quotidiani che in qualche modo ” stressano”? Sentiamo continuamente parlare di stress , e per capirne qualcosa in più inizio riportando la definizione del termine :

    a. Nel linguaggio medico, la risposta funzionale con cui l’organismo reagisce a uno stimolo più o meno violento (stressor) di qualsiasi natura (microbica, tossica, traumatica, termica, emozionale, ecc.). Negli organismi degli animali superiori si configura in una serie di fenomeni neuro-ormonali fra i quali predomina l’intensa attività secretoria della corteccia surrenale.

    b. Nell’uso corrente, tensione nervosa, logorio, affaticamento psicofisico, e anche il fatto, la situazione e sim. che ne costituiscono la causa: è da tanto tempo che è sotto s.; risente ancora dello s. di quella lunga e frenetica attività; non ha ancora superato lo s. dell’intervento chirurgico; lo s. della vita moderna; guidare in città nelle ore di punta è diventato uno s. notevole.

    http://www.treccani.it/vocabolario/stress/

    Probabilmente ogni individuo ” manifesta lo stress” con modalità ed espressività che hanno a che fare con il proprio bagaglio, con la propria storia, con i propri traumi ed emozioni. Tra amici, parenti e conoscenti girano voci di fastidi accompagnati da un po’ di malinconia per la “fine” dell’estate. Qualcuno con dolore al collo, qualcuno che strizza gli occhi e tiene le mani vicino alla fronte, qualcuno che non riesce a muovere il capo, qualcuno con infiammazioni “improvvise” a polso , gomito e spalla, qualcuno un po’ in ansia, qualcuno con la febbre a 39 e qualcuno semplicemente più triste ! Magari è la nostalgia del bel mare? 🙂
    Dopo il relax delle ferie, i giorni trascorsi a non pensare e a goderci quel poco che il nostro mare ci ha potuto concedere, siamo pieni nuovamente di responsabilità ed impegni?

    mare lontano

     

    Troppi rapidi cambiamenti, troppa sedentarietà in ufficio davanti al pc, troppe liti con i famigliari, troppe emozioni difficili da gestire …Viviamo momenti in cui il “cervello va’ in tilt” e il “cuore chiede un po’ di pace” ?!?

    Sento di citare la legge della conservazione della massa ” nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma ” ( Antoine Lavoisier ) per prendere ( con molta fantasia!!! ) queste parole come spunto di riflessione! Siamo sempre  in movimento e per nostra natura in trasformazione. Esiste dentro di noi una forza primordiale che è forse l’istinto alla vita ed essa protende allo stare bene… Riusciamo non sempre a sintonizzarci con tale nostra natura e probabilmente accettare gli alti e i bassi e rilassarci con abbandono può aiutarci a combattere lo stress e camminare verso un ” nuovo benessere ” !
    Sarebbe bello provare a concederci il lusso di donare a noi stessi ciò di cui abbiamo bisogno, fosse anche solo una boccata d’aria,un abbraccio o raccontare di noi ! 🙂
    Ma c’è qualcosa che possiamo fare per sentirci meglio ?! Personalmente nei momenti “no” trovo rifugio nella meditazione,nello yoga ,nel Tango, nei sorrisi delle amiche, nelle carezze del mio uomo, nella lettura di “libri magici”,nei colori degli animali, nell’energia delle piante e nei trattamenti osteopatici delle colleghe !! E a dire il vero lo faccio anche nei momenti “si” ! Ognuno di noi, in fondo sotto sotto sa cosa potrebbe fargli bene… e se sotto sotto non lo sa aprirsi e sperimentare è sempre il miglior gioco che possiamo intraprendere  !

    Iani.

    meditaiani

     

  • COCCIGE e 1°CHAKRA

    Da osteopata mi trovo spesso ad “avere a che fare” con il coccige dei miei pazienti : talvolta è dolorante, altre volte presenta alterazioni tissutali che si ripercuotono in regioni ad esso collegate. Quindi mi pongo spesso il buon proposito di favorire una buona mobilità sacro coccigea in rapporto anche all’asse della colonna vertebrale. Non sono cosi rare fratture al coccige , lussazioni da parto o fastidi al coccige di diversa natura. Le vertebre coccigee sono le ultime 4 o 5 (secondo l’individuo) della colonna vertebrale e seguono in senso caudale le vertebre sacrali alle quali sono unite per mezzo di un disco vertebrale e da ligamenti periferici.
    Il coccige presenta movimenti di flessione e di estensione; mediante i movimenti di flessione si avvicina al pube, con quelli di estensione se ne allontana. Ammetto che avere la possibilità come osteopata di potermi “sintonizzare” con tale mobilità ( e anche motilità) è a dir poco affascinante !!! Tali movimenti sono limitati generalmente fuori dal periodo della gravidanza. Durante il parto invece, i ligamenti dell’articolazione sacro-coccigea, rammolliti, come quelli, in tale momento,di tutto il bacino, permettono alla parte presentata del feto, impegnata nello stretto inferiore, di spingere indietro fortemente il coccige e di aumentare cosi di qualche cm ( 2 o 3) il diametro antero-posteriore di questo stretto. Tengo a precisare questo poichè a volte viene sottovalutata l’importanza di una buona mobilità coccigea che favorisce in ogni modo una buona elestacitò del diaframma pelvico, a maggior ragione durante il parto ! Parlando di parto è inevitabile dire che ” l’organizzazione ” della colonna vertebrale inizia già dal 20° giorno di sviluppo embrionale e nello specifico le vertebre ( tra cui le coccigee) si sviluppano intorno alla 4° settimana di vita intrauterina a partire dallo sclerotomo dei somiti grazie al processo di risegmentazione.
    muladhaRA

    Ma il coccige non è solo un insieme di vertebre saldate tra loro, è anche secondo diverse filosofie , sede del primo centro energetico del nostro corpo. Questo chakra è considerato il basale e il nome in Sanscrito, Muladhara deriva da due parole : “radice” e “base” o ” supporto”. Il termine evidenzia la funzione del centro che è quella di fornirci un forte legame con tutto ciò che ci circonda , di costituire la nostra base di appoggio nel mondo fisico. Sarà forse per questo che dopo alcune pratiche di yoga o dopo un input di normalizzazione dell’asse longitudinale del corpo ci sentiamo più ” centrati” e ” stabili” ? Il chakra basale sembra regolare le funzioni delle gambe, dei piedi, delle ossa e dell’intestino crasso. Una condizione di squilibrio in quest’area ( lo posso confermare dalla storia clinica dei miei pazienti e dalle basi anatomiche di questa regione ) può provocare alcune disfunzioni fisiche come: sciatalgia, emorroidi, stipsi e negli uomini disturbi alla prostata.
    Il chakra basale rappresenta in primo luogo l’istinto di sopravvivenza , la spinta alla vita. Senza questa spinta non può esistere la volontà di lottare contro le avversità o di adattarsi alle nuove situazioni. L’attività e l’equilibrio del chakra basale sviluppano nell’individuo la consapevolezza dei suoi scopi, il senso di appartenenza al mondo della natura e il desiderio di assumersi le responsabilità delle sue azioni. Al primo chakra viene associato il colore rosso,colore del sangue e della vitalità e la ghiandola surrenale, addetta anche alla produzione dell’adrenalina, quella “particolare” sostanza che stimola la capacità di reagire agli “attacchi” esterni e rispondere alle situazioni critiche come quelle di paura o confronto. Sebbene queste filosofie non abbiano nello specifico a che fare con la pratica osteopatica ho voluto comunque citarle, per suscitare curiosità,cosi come viene suscitata in me ogni volta che sento di parlare di evoluzione e cambiamento. Ricordiamoci dunque che la salute ha a che fare con la capacità di adattarci alle situazioni esterne, per evolverci e cambiare. Cambiano le nostre emozioni, cambiano i nostri pensieri e … cambia il nostro corpo.

    Ianira.

    chakra

    www.omniamagazine.it

    Bibliografia : “Embriologia medica di Langman” -Thomas W.Sadler, “Trattato di anatomia umana” -Testut, ” I Chakra” -Naomi Ozaniec

  • IL DRENAGGIO LINFATICO

    ” Sentire i fluidi che si muovono sotto le mani: semplicemente esaltante! Per i fissati come me nel percepire i movimenti tramite la sensibilità manuale, le tecniche di drenaggio rappresentano forse l’approccio più “semplice” per entrare in contatto con i fluidi corporei. Provo a spiegare il mio approccio in questo “sentire” manuale diverso rispetto ad altre tecniche osteopatiche. E’ all’ordine del giorno parlare con persone che hanno a che fare con ritenzione idrica, gonfiore, circolazione “difettosa”. Spesso pazienti e amiche mi chiedono consigli per diminuire la sensazione di pesantezza e così balza sempre alla mente il drenaggio linfatico! Ma che cos’è in realtà il linfodrenaggio? Cosa si va a stimolare applicando queste tecniche? Ha effetti terapeutici significativi? Aiuta a “sgonfiarsi”? Prima di rispondere a queste domande provo a spiegare in maniera semplice e, spero, comprensibile cosa di anatomico e fisiologico c’è alla base del drenaggio linfatico. Innanzitutto prendo in considerazione l’apparato circolatorio linfatico: questo sistema accompagna quello arterioso e venoso e, se vi capita di guardare un’immagine di anatomia, accanto ad un’arteria ed una vena, troverete un vaso linfatico spesso colorato dai disegnatori in bianco o giallo. I vasi linfatici hanno origine in periferia, incontrano linfonodi trasportando linfa, poi si dirigono verso i tronchi principali (ad es.il dotto toracico). Fanno parte del sistema linfatico anche organi linfonodi (come la milza, le tonsille, le adenoidi, il timo). Il sistema linfatico provvede al drenaggio del liquido interstiziale, zona clou per lo scambio cellulare a carico di tessuti ed organi (la linfa, tra l’altro, contiene lipidi, zuccheri, proteine e molto altro), quindi di fondamentale importanza mantenerlo “in salute”. Se fatto bene il drenaggio linfatico aiuta l’organismo negli scambi cellulari, poiché questo sistema è implicato in molti processi tra cui quelli infiammatori e quindi di difesa immunitaria. Quindi le tecniche di drenaggio linfatico, precedute da un’anamnesi adeguata sono utili per “sgonfiarsi” (quindi dal punto di vista estetico), ma questo perché alla base si vanno a “ristabilire” funzionamenti difettosi di tessuti ed organi. Generalmente le tecniche di linfodrenaggio prevedono una stimolazione del sistema dalla periferia verso le regioni linfonoidali anatomicamente più sviluppate in modo da promuovere il flusso linfatico. Risulta ancora più efficace però quando si riesce a captare ciò che causa il ristagno di liquidi. Mi riferisco ad esempio a tensioni muscolari o lievi stati infiammatori di qualche organo che limitano il drenaggio naturale. Agire anche alla base del “ristagno” potenzierebbe gli effetti del linfodrenaggio e oltre a dire addio al gonfiore promuoverebbe processi terapeutici naturali (come l’eliminazione di tossine e sostanze di rifiuto). Infine, ricordando che lo scorrimento ottimale della linfa è aiutato dall’azione dei muscoli, è sempre consigliata attività fisica e tante belle risate (che stimolano addominali e buonumore)! ”

    Ianira.