• MAL DI TESTA e osteopatia

    immagine tratta da http://www.buonissimo.org    La testa,  rappresentata dal cranio , dagli organi sensoriali e tessuti  annessi ha un peso nell’adulto di circa 7 kg. Generalmente tale peso è ben supportato e “sopportato” dal resto del nostro corpo ma quando i pensieri diventano troppi e la colonna cervicale inizia ad irrigidirsi per il troppo carico da sostenere allora iniziano i tanto fastidiosi mal di testa! Presupponendo che condizioni traumatiche (ad es. colpi di frusta , cadute o “traumi” emozionali), disordini posturali e “cattive” abitudini motorie giocano un ruolo cruciale nello sviluppo di tale disturbo, prima di inoltrarmi nei dettagli anatomici e fisiologici vorrei proporre alcuni spunti di riflessione che vanno un po’ al di la della struttura e della funzione di tale distretto.

    Leggendo un libro di metamedicina riguardo il mal di testa sono stata colpita dalla connessione che viene riscontrata tra questo disturbo e la testardaggine nel trovare da sè la soluzione di un problema anzichè chiedere aiuto. Quando capita di avere l’impressione che la testa ci scoppi sembrerebbe provenire da emozioni trattenute, represse. Se si presentano in maniera violenta potrebbero essere associati alla paura o all’insicurezza. Il mal di testa si presenta in tempistiche e modalità differenti e soggettive e a volte da tutta la calotta cranica il dolore si trasforma per andare ad affliggere un unico lato della testa. Ed è cosi che arriva l’emicrania. Da un punto di vista psicosomatico alcuni ritengono che le emicranie siano la manifestazione del rifiuto di una situazione in cui ci siamo sentiti prigionieri o impotenti così che l’insicurezza e la difficoltà ad esprimere le proprie emozioni possano aver creato tensioni. Arriviamo ora al dunque della questione ed osserviamo la bellezza di questa parte del nostro corpo : il cranio . Partendo dalla componente ossea abbiamo modo di comprendere le possibili causee della cefalea , di questi mal di testa che a volte alterano negativamente la nostra giornata e i nostri pensieri.

    foto

    testa

    Colpiscono subito un “bel sorriso” a 32 denti, due cavità in alto che accolgono gli occhi e due cavità pseudotriangolari che permettono all’aria di penetrare all’interno del nostro organismo . Stati infiammatori in queste zone anatomiche potrebbero essere coinvolti nei fattori scatenanti il mal di testa . Il mal di testa può presentarsi in forma lieve e pulsante  o risultare diffuso , costante e associato a nausea, vertigini , acufeni e fastidio nei confronti della luce e dei rumori. Pùo interessare la regione fronto-occipitale e quindi coinvolgere la volta cranica o localizzarsi ad esempio sopra agli occhi o nelle regioni del viso. Escludendo il mal di testa da raffreddore possiamo supporre altre cause . Se ad esempio ci si sveglia al mattino già con tensione e dolore a livello sovraorbitario possiamo sospettare  che la cattiva alimentazione del giorno precedente possa aver interferito nell’insorgenza della cefalea (ancor più probabile se abbiamo la bocca amara e l’esigenza di bere acqua durante la notte). Se invece la tensione a livello cranico è localizzata anche a livello dei muscoli masseteri (regione più o meno in prossimità della guancia) e/o a livello cervicale possiamo optare per problematiche legate ai denti .Questo potrebbe essere il caso di chi durante la notte compie l’atto involontario di stringere e strofinare i denti ; è il caso dei soggetti bruxisti la cui tensione muscolare facciale e cervicale può dare origine alla cefalea. Nelle donne spesso può essere associato al ciclo mestruale .Se il mal di testa compare invece di sera ed è associato a rossore degli occhi, potrebbe essere causato da uno sforzo eccessivo della vista magari perchè siamo “stati costretti” a lavorare davanti al pc per tutto il giorno assumendo oltretutto una postura poco bilanciata. In questi casi spesso il mal di testa è tensivo ed oltre ad essere  associato a problematiche cervicali è combinato alla dorsalgia (dolore a livello della colonna dorsale ) . Può capitare che  il mal di testa arrivi durante il fine settimana quando il nostro corpo  finalmente si concede un po’ di relax dopo gli stressanti giorni lavorativi . Possono esistere differenti fattori scatentanti e un’attenta analisi del paziente, del proprio trascorso, delle abitudini e delle  “alterazioni” motorie e tissutali indirizzerebbe l’osteopata nell’approccio terapeutico più adeguato manipolativo si,  ma anche di collaborazione con altre figure professionali.

    Concludo riportanto brevemente una mia riflessione  : da studentessa avevo momenti di “no-lucidità” associati a cefalea dopo ore ore passate sopra ai libri o davanti al pc . La testardaggine è sempre stato il mio punto forte e allo stesso tempo col senno di poi forse anche il mio punto debole…Avevo forse la presunzione di poter comprendere tutto a ritmi non sostenibili dal mio organismo ?! Credo che  se non fosse stato per lo yoga e per le tecniche osteopatiche dei miei attuali colleghi la mia tensione cervicale e craniale ora sarebbe arrivata probabilmente alle stelle ! Ma chissà se i  troppi pensieri avranno contribuito a farmi ” scoppiare la testa”?

    Ianira.

     

  • Benvenuti nel nuovo sito web!

    Benvenuta/o nel mio nuovo sito web.

    Ho ristrutturato il contenuto per un focus più importante sulla mia professione, sui vantaggi e benefici del trattamento osteopatico e su casi particolari quali bambini e donne in gravidanza.

    Utilizzerò il blog per produrre articoli di qualità, con informazioni e curiosità sul mio mestiere.

    Vieni spesso a trovarmi!

  • LA PELLE : una breve lettura psicosomatica

    La pelle disegna le parole dell’anima.

    Racconta più visibilmente di ogni altro organo i segreti, le emozioni da proteggere, i pensieri inespressi.

    La pelle è  uno degli organi più complessi, è uno scudo che blocca ciò che invade e contemporaneamente è esposta ad attacchi, è un limite tra “il dentro” e “il fuori”, esprime l’individualità.

    Nell’importante contatto tra pelle e pelle prende origine il processo di delimitazione psichica.

    Heidegger si chiedeva se veramente fosse la testimonianza della nostra anima.

    L’antropologo David Le Breton ha provato a dare risposte in merito sostenendo nel suo saggio “La pelle e la traccia” che la cute è indumento che indossiamo e che ci ricorda la nostra identità. Un confine quindi e una carta d’identità nella quotidianità per socializzare, percepirsi e determinare la consapevolezza del Sè, l’individualità.

    Può essere territorio di bellezza e di attrazione oppure di repulsione.

    Fenichel illustre fisico e psicanalista, sulla base del collegamento fisiologico della pelle col sistema nervoso vegetativo identificò quattro funzioni cutanee:

    • Mezzo di protezione dagli stimoli disturbanti esterni ed interni.

    • Ricezione e attuazione delle manifestazioni di angoscia.

    • Trasmissione di istinti sessuali.

    • Manifestazione di conflitti riguardanti eros, vergogna e narcisismo.

    Per R.Spitz, psichiatra e psicanalista ungherese che compì studi su bambini affetti da eczema, la reazione cutanea del bambino rappresenterebbe la domanda alla mamma per incitarla all’affetto.

    Eric Wittkower, pioniera della medicina psicosomatica in Europa, riconobbe nelle malattie cutanee il ruolo importante dell’impulso sessuale.

    Di rilievo la sua opera: “I fattori emozionali nei disturbi cutanei”.

    I DISTURBI della pelle sono indicatori preziosi, simboleggiano una conflittualità rivolta all’altro, uno sforzo di portare nel sociale il proprio vissuto, sono una protesta silenziosa a cui dover prestare ascolto.

    L’ACNE sembra mostrare il percorso attraverso il quale costruire la propria identità, un avanzare verso la capacità di mettere una barriera alle ingerenze e al condizionamento ambientale col fuoco trasformativo delle emozioni e dei bisogni negati. Coinvolge dunque l’area emotiva che conduce alla trasformazione psichica.

    La PSORIASI si manifesta come una corazza a scaglie bianche che nascondono una superficie rosso fuoco. Le scaglie indicano la volontà di proteggersi da qualcosa. Il rossore sottostante simboleggia l’accendersi delle emozioni non vissute. Il conflitto tra desideri inespressi e la paura di lasciarsi andare accelera il ciclo di rigenerazione dell’epidermide, come un tentativo della vecchia ‘pelle psichica’ di liberarsi e crearne una nuova.

    La persona con ECZEMA in genere trattiene per paura di esporsi al giudizio. La passione e gli interessi che ardono, gli intimi desideri, i talenti sono bloccati e rifuggiti, perdendo l’occasione di un importante cambiamento.

    Coloro che soffrono di queste o altre malattie della pelle spesso riconducono le sensazioni alla dimensione cutanea. Anche nel linguaggio accade questo e alcune espressioni sottolineano l’universalità di questi vissuti:

    “Lo capisco a pelle”, “mi è piaciuto a pelle” indica la tendenza a conoscere l’altro sulla base dell’intuizione.

    “Ho i nervi a fior di pelle” si riferisce ad uno stato emotivo negativo che si manifesta in modo visibile.

    “Amici per la pelle”, “Rischiare la pelle” rimandano al concetto di vita.

    “Pelliccia” e “Rognoso” indicano note caratteriali.

    E poi ancora, “mi fai arrossire”, “mi fai venire la pelle d’oca”,”non sto più nella pelle”…il lessico della cute si nutre di un’emotività più o meno bloccata.

    E’ possibile prevenire questi disturbi? O è inevitabile somatizzare le emozioni trattenute e a volte neanche riconosciute?

    Importante è individuare le dinamiche che scatenano questi sintomi ed avere giusti atteggiamenti ridando così NUOVA VITA ALLA PELLE.

    1. SII Più ATTIVO e chiediti: “Voglio veramente fare questa cosa?”, “Cosa di diverso potrei fare?”

      Impara anche a dire no nonostante tu sia cresciuto forse in un ambiente che ha scoraggiato la libera espressione dei tuoi sentimenti.

    2. ACCETTA il nuovo e ricercalo quotidianamente anche nelle piccole cose: una strada diversa da percorrere per raggiungere il posto di lavoro, un nuovo cibo da assaporare, una rivista diversa da leggere…

      Non opponendo resistenza ed abituandoti al nuovo, anche la pelle diverrà più elastica agli imprevisti.

    3. GUARDA, SENTI, PENSA agli eventi della vita, alle relazioni, alle cose in modo diverso, come se fossi un altro te stesso, senza giudizio.

    4. DISEGNA o SCRIVI le tue emozioni soprattutto quando ribollono rischiando di straripare.

      Prenditi un momento per te, procurati un foglio e matite colorate e lascia che prenda forma un’immagine, anche in tutta la sua semplicità.

      Oppure scrivi, scrivi liberamente dando voce all’inespresso.

    Dott.ssa Lorena Rosetti psicologa

    http://www.osteopaticamente.it/contatti/

     

  • CAMMINANO INSIEME CORPO – MENTE – EMOZIONI NEL SENTIERO DELLA VITA

    Il mio percorso professionale mi porta quotidianamente a confrontarmi con i miei pazienti; ascoltare le loro storie, le loro dinamiche e, ciò che il loro fisico esprime sotto forma di “malessere”, mi arricchisce e mi consente di mettermi in discussione ogni giorno.

    I miei percorsi di “crescita personale” diventano poi, motivo di scambio con loro che, noto, tantissime volte, simili a me; mi rivedo nelle loro difficoltà, nei loro dubbi e in questo viaggio della vita, mi metto a disposizione per comprendere insieme. Grazie a loro posso rafforzare sempre più l’idea che uno stato di equilibrio psico-fisico, o per lo meno il cercare di avvicinarcisi il più possibile, sia attuabile. Affermo ciò perché il nostro corpo esprime le nostre emozioni; lui ci parla ….. ma noi lo sentiamo? Lo sappiamo ascoltare? Lo accogliamo?

    E’ proprio quando cominciamo a porci delle domande sulle cause dei nostri disturbi che stiamo iniziando un percorso verso la guarigione. Renderci consapevoli che il corpo utilizza lo stesso linguaggio del nostro sentire, è già una grande conquista; aiutarlo poi a stare meglio ( cercando di modificare vecchi schemi, rafforzando i punti deboli, accettando noi stessi ), è il passo successivo.

    Camminano insieme corpo – mente – emozioni nel sentiero della vita; condizione fondamentale affinché ciò avvenga con successo, è il dialogo, l’interazione, la comprensione, il legame imprescindibile tra queste parti. E quando una di esse diviene “sofferente”, è la consapevolezza della CONNESSIONE (fra le parti), a far sì che ce ne possiamo accorgere e di conseguenza, intervenire. Se, infatti, attribuissimo un qualsiasi disturbo fisico solo ed esclusivamente a cause esterne, senza tener conto minimamente anche del nostro stato psico – emotivo, non potremmo fare quel click, indicatore di cambiamento e portatore SANO di un nuovo equilibrio.

    Dott.ssa Milena Marinaccio

    Per saperne di più sull’omeopatia :

    http://www.osteopaticamente.it/omeopatia/

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  • OCCLUSIONE E OSTEOPATIA

    Vi è mai capitato di svegliarvi al mattino con una grande pesantezza alla testa e/o rigidità alla bocca?  Vi capitata  di soffrire di cervicalgia e magari serrare i denti durante il giorno o la notte? Forse si tratta di bruxismo o di problematiche legate all’occlusione dentale.

    Perchè capita questo? L’osteopata cosa può fare per migliorare o far regredire tali disturbi?

    Probabilmente vi trovate di fronte a una situazione non ottimale di occlusione dentale e questo potrebbe essere associato a problematiche della bocca stessa o delle strutture ad essa collegate che ne alterano la funzione . Cioè può capitare che :

    – traumi cranici e cervicali (colpi di frusta, cadute…)

    – problematiche dell’orecchio e dell’apparato vestibolare (vertigini  ,alterazioni dell’equilibrio)

    – alterazioni delle articolazioni temporo-mandibolari

    – tensione nei muscoli masticatori (compresa la lingua, il pavimento del palato e il palato molle)

    – asimmetrie facciali

    possano ripercuotersi nella bocca e contribuire nella mal occlusione.Oppure viceversa può accadere che :

    – assenza di denti
    – infezione di un dente
    – posizione non corretta dei denti (mal occlusione)
    – lavori di protesi, corone, otturazioni, implantologia e ortodonzia non più adatti alla persona
    – cattiva deglutizione
    – irritazioni gengivali e radicolari

    possano essere la causa di tensioni cervicali, mal di testa, vertigini , mal di schiena, click mandibolare , serramento dei denti , asimmetrie facciali…

    L’osteopata di frequentemente riscontra “problematiche” a livello della base cranica , dell’orecchio ,del faringe e  della colonna cervicale in presenza di serramento, bruxismo o alterazioni della mobilità temporo-mandibolare. Sembrerebbe che “normalizzando ” manualmente le suture craniche , manipolando i tessuti molli della bocca e intervenendo sul rachide vertebrale si ottengano buoni risultati nell’occlusione e nei disturbi ad essa collegati.

    Un’ ottimale funzionalità della “bocca” concorre ad  aumentare il potenziale benessere al quale il nostro organismo è chiamato… Per questo non bisogna dimenticarsi che il distretto orale oltre alla masticazione svolge la funzione della deglutizione e della fonazione . E’ quindi utile valutare sempre il funzionamento di strutture come la mandibola, le ossa mascellari, le ossa palatine, il vomere, l’etmoide, lo sfenoide, le ossa temporali, il palato molle , la lingua, i legamenti, l’osso ioide , la regione faringea e le molteplici strutture vascolari e nervose interessate in tali funzioni. 

    In ambito osteopatico quindi, partendo dal presupposto che il corpo è un’unità , possiamo considerare la meccanica della masticazione e della deglutizione strettamente correlate al cranio, alla regione cervicale, faringea, connesse anatomicamente a loro volta ad altre strutture corporee come la colonna dorsale, lo stretto toracico superiore , gli arti superiore, il sistema gastro-esofageo e respiratorio. Non dimentichiamoci mai che la funzione e la struttura sono sempre correlate a tal punto che l’una può influenzare e modificare l’altra e per fortuna anche positivamente !

    Ianira Pinesi D.O. Osteopata

  • CANDIDA E OMEOPATIA

    La candida albicans è un fungo che, normalmente, vive in maniera simbiotica nell’organismo umano senza arrecare alcun danno.

    Nel momento in cui, però, il sistema immunitario, si viene a trovare in una condizione di “stress”, si assiste ad  un indebolimento dell’organismo tale da indurre la candida a proliferare e a formare colonie; di solito, l’organo da cui parte l’infezione, è l’intestino ed eventualmente si potrebbe  estendere anche ad altri apparati.

    Le cause sono varie: un’alimentazione ricca di latticini, zuccheri e carboidrati; farmaci (soprattutto antibiotici e cortisonici); un ambiente intestinale infiammato (quindi in uno stato di acidosi) e non da ultimo, fattori psico-emotivi.

    L’omeopatia interviene modificando il terreno divenuto fertile per la crescita del fungo, utilizzando rimedi che vadano ad  aumentare  le difese immunitarie e che agiscano anche  sulla sfera emotiva di quella specifica persona.

    Essendo l’intestino, il luogo nel quale, a livello emozionale, risiedono le nostre tensioni, preoccupazioni, emozioni negative trattenute (come ad esempio le famose “cose non dette”), l’intento dell’omeopatia,  è quello  di ricercare insieme alla paziente, le  possibili cause che abbiano condotto a quella problematica  per poi aiutarla, tramite i rimedi,  a modificare quei meccanismi instauratisi nel tempo e responsabili dell’alterazione di quel terreno (in questo caso, l’intestino).

    Ovviamente a ciò, andranno aggiunti: un’ottima pulizia intestinale che, oltre ad eliminare le scorie, riossigeni le mucose; fermenti lattici per ristabilire la flora intestinale; consigli dietetici con la contemporanea assunzione di un pool vitaminico che sostenga il dispendio energetico dell’organismo in questa fase.

    Dott.ssa Milena Marinaccio

     

    IMMAGINE tratta da http://static.pourfemme.it/625X0/salute/pourfemme/it/img/Influenza-intestinale-sintomi-cure.jpg

  • Risolvere l’insonnia con l’omeopatia

    “Non il papavero né la mandragora, né i rimedi più soporiferi del mondo ti renderanno il dolce sonno che devi solo al tuo ieri”

    Tratta da “Otello”         W. Shakespeare(1564-1616)

     

    L’ abbandono tra le braccia di Morfeo, infatti, presuppone l’allentamento da ogni controllo, da ogni attività, ma soprattutto la capacità di lasciarsi andare a ciò che è sconosciuto.

    E colui o colei che soffre di insonnia ha proprio questa difficoltà di  affidarsi al suo inconscio e così si porta nel sonno le proprie preoccupazioni e le proprie attività a tal punto che il giorno si prolunga nella notte togliendo la possibilità all’inconscio di prendere vita e alla persona di riposare realmente (e quindi di ricaricarsi).

    L’omeopatia agisce, lavorando con i pazienti, sui meccanismi all’origine della perturbazione,  causa dell’ insonnia.

    Infatti,  il trattamento omeopatico,  non è limitato  alla sola prescrizione di rimedi che lavorino sulla modalità dell’insonnia di quella persona  ( difficoltà di addormentamento o risvegli ripetuti nella notte o risveglio all’alba), ma soprattutto rivolge la sua attenzione a come quella persona “VIVE” le sue giornate, cercando di supportarla nell’affrontare con minori  ansie,  paure o controllo eventuali situazioni di stress. Ed è molto probabile che in questo percorso la persona  insonne inizi a prendere coscienza che il suo sonno non ristoratore (anche se causato da eventi esterni ) abbia  delle radici interiori, che, rappresentano il suo passato, il suo io più profondo, la sua essenza; ma proprio queste, se ben curate, renderanno la persona più centrata, più salda, più armoniosa nel vivere la sua quotidianità.

    E così, il dolce dormire, finalmente, potrà prendere il suo posto, rendendo il domani più energico e propositivo!

     

    Dottoressa Milena Marinaccio

  • DOLORI MESTRUALI

    Immagine tratta da http://static.tantasalute.it                 Tra i disturbi legati al ciclo mestruale la mestruazione dolorosa ( definita dismenorrea ) è tra i più comuni nelle donne in età fertile , tanto che risulta essere di estrema importanza in ambito ginecologico. Essa può essere associata ad alterazioni del flusso e/o ad irregolarità del ciclo mestruale e generalmente si manifesta con dolori addominali e pelvici. Il ciclo mestruale doloroso, o dismenorrea, è caratterizzato da: dolore addominale (spesso molto intenso), lombalgiatalvolta mal di testa, nausea e diarrea. Il dolore addominale può continuare a livello delle gambe e in particolare nella porzione anteriore della coscia fino alle ginocchia.

    Ma i fastidi possono iniziare anche nei giorni che anticipano la mestruazione e possono essere accompagnati  da irritabilità , instabilità emotiva, malessere, stanchezza, gonfiore, dolore al seno, difficoltà di concentrazione, perdita della libido, debolezza e dolori all’addome inferiore magari accompagnati da dolenzia lombare diffusa . L’insieme di questi disturbi caratterizzano la cosiddetta sindrome premestruale . Gli ormoni giocano un ruolo fondamentale nel prepare l’oranismo femminile allo “svuotamento” uterino e non sempre la donna è ben “tollerante” all’arrivo del flusso . Certo è che gli sbalzi di umore per noi donne e per chi ci circonda siano non sempre “graditi” sebbene più o meno prevedibili . Personalmente ho notato nel corso degli anni dei cambiamenti nei confronti dell’arrivo del flusso . Dolori addominali insopportabili nei primi anni che nel corso del tempo si sono trasformati in mal di testa prima  e instabilità emotiva successivamente . Ci sono adolescenti che all’arrivo del ciclo sono costrette a stare a letto forse per tollerare meglio il dolore e rigenerarsi, altre che addirittura si trovano con nausea e vomito mentre in casi eccezionali i sintomi sono pressoché nulli . Ho notato che ultimamente i giorni in cui piango “senza motivo”, sono triste e forse un po’ disturbata da strani pensieri coincidono proprio con la fase premestruale ! E devo dire che questo è rincuorante . A volte anche grazie al dolore si è consapevoli del benessere e della salute! Poiché molte donne soffrono l’arrivo della mestruazione e non sono molto tolleranti possiamo tutte farci forza a vicenda e provare a considerarlo come un “ciclo vitale”. In quanto tale ha un inizio ed una fine e credo che  ogni fine richieda un cambiamento per un nuovo inizio e ben si sa che il cambiamento a volte ci spaventa così come qualsiasi altro processo evolutivo . Direi quindi che ci è assolutamente concesso di avere a volte più capacità di adattarci rispetto ad altre , di avere “crisi isteriche” ,paranoie senza senso o gioie improvvise ! Sarà per questo che godremo di cicli “normali” e di cicli terribili e non dimentichiamoci delle condizioni strutturali e stressanti che potrebbero interferire con un maggior adattamento psicofisico all’arrivo del ciclo ! Ricordo che l’utero insieme all’apparato genitale è protetto dal bacino , grazie al diaframma pelvico e ad altre strutture ligamentose é in stretto rapporto con l’osso sacro e il coccige . Inoltre ha rapporti anatomici con la vescica e l’intestino . Osteopaticamente  una motilità non ottimale di tali distretti ( in assenza di alterazioni funzionali come ad esempio l’endometriosi) potrebbe interferire con il ciclo mestruale . La regione vertebrale del passaggio dorso-lombare è implicata nella regolazione nervosa dei suddetti distretti anatomici indi alterazioni tissutali andrebbero riequilibrate con trattamenti osteopatici per prevenire gli insopportabili dolori al femminile e favorire una buona motilità uterina prima dello “svuotamento”.

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    immagine tratta da http://www.bios-spa.it/

    I dolori mestruali e la sindrome premestruale possono risultare realmente problematici nella vita quotidiana della donna tanto da alterare l’umore e la vita interpersonale nonchè quella lavorativa. Sembra che la sindrome premestruale possa durare dai 10 ai 14 giorni, vale a dire, per chi ha cicli molto regolari di 28 giorni, dal sedicesimo giorno fino all’arrivo del ciclo mestruale: un periodo molto lungo, durante il quale dovremmo portare tanta pazienza ed essere ingrado di chiedere sostegno ed aiuto. Una visita ginecologica è sempre consigliata per escludere problematiche particolari ed aver consigli su come affrontare il ciclo mestruale . Consiglio inoltre l’utilizzo di eventuali farmaci esclusivamente solo su consiglio dello specialista che può prescrivere un’eventuale cura mirata . Concediamoci comunque l’alternativa di poter provare con approcci naturali come la medicina omeopatica. Inoltre per alleggerire tensioni emotive lo yoga ed esercizi di rilassamento fanno sempre al caso nostro …

    Ianira.

     

     

  • LA COLONNA LOMBARE : LOMBALGIA

    (Immagine tratta da http://yourself.pianetadonna.it/)  La colonna lombare è tra le zone anatomiche più “problematiche” con cui noi osteopati abbiamo a che fare . Le statistiche in ambito sanitario dimostrano infatti che tra i tre disturbi principali per cui ci si rivolge al medico ci sono la lombalgia , le infezione del tratto respiratorio e il mal di testa . Spesso il dolore lombare emerge nella porzione più bassa della colonna lombare  in prossimità dei glutei e il  medico stesso consiglia trattamenti manuali per alleviare o risolvere tale disturbo che affligge i pazienti. Per analizzare le possibili cause, anatomiche ,fisiologiche, meccaniche e perchè no psicologiche è necessario descrivere un po quest’area anatomica.

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    La colonna lombare  deve sostenere il tronco e proteggere il midollo spinale che arriva dalla base del cranio per poi lasciar emergere dai fori intervertebrali i nervi che andranno nei diversi muscoli .

    A seguito di uno sforzo eccessivo o di un trauma può comparire il dolore lombare che si manifesta spesso accompagnato a rigidità nei movimenti e contratture muscolari. Se il dolore è localizzato a livello lombare basso, coinvolge il gluteo e arriva fino al tallone ci troviamo difronte a lombosciatalgia. In questo caso potrebbe essere presente una condizione infiammatoria a livello del nervo sciatico o ischiatico ( nervo più voluminoso dell’organismo ,nasce a livello del plesso lombo-sacrale per dirigersi ai glutei, attraversarli e scende lungo la porzione posteriore della gamba) data da un movimento brusco ad esempio o da fenomeni compressivi causati  da un’ernia discale . A volte si parla “erroneamente” di sciatalgia anche se il dolore inizia a livello lombare ed  è distribuito nella regione anteriore della coscia. In questo caso probabilmente non sarà il nervo sciatico ad essere interessato ma il nervo femorale. Il nervo femorale origina con tre radici dal plesso lombare (L2-L3-L4) e tra i muscoli che innerva troviamo l’ileopsoas spesso in ipertono quando c’è una riduzione di movimento dell’anca .

    Il dolore lombare si presenta in diverse forme e modalità , talvolta è pungente e localizzato, altre volte coinvolge anche il basso ventre per arrivare al ginocchio e in alcuni casi è diffuso e si presenta come un dolore non facilmente localizzabile. (Non sono da escludere quelle condizioni dolorose che possono essere collegate a coliche renali, intestinali o a dolori mestruali). Generalmente ci troviamo di fronte ad una lombalgia di tipo “meccanico” quando compare al mattino e migliora con il movimento mentre nel caso di dolore notturno probabilmente siamo di fronte ad un’infiammazione di diversa entità. Il dolore è soggettivo, non è misurabile poichè è un’esperienza emozionale legata al vissuto della persona, alla propria “tolleranza” allo stimolo doloroso e all’entità dello stato infiammatorio.”Fortunatamente”  il dolore compare per farci capire che c’è qualcosa che non va , in assenza di esso probabilmente abbiamo la tendenza a non ascoltare ciò che accade al nostro corpo .  Non è una cosa di cui la persona si può disfare nell’immediato, è un motore motivazionale e una sensazione discriminatoria che ci dà la possibilità di metterci in moto per risolvere ciò che non va . Parlare di dolore lombare vuol dire porre attenzione ai possibili collegamenti anatomici con altri distretti . La colonna lombare segue in senso caudale la colonna dorsale, consta di 5 vertebre ed è connessa con l’osso sacro. Presenta fisiologicamente una lordosi  cioè una curvatura anteriormente convessa che può accentuarsi occasionalmente per ristabilire l’equilibrio della struttura ossea come accade nella donna incinta. Talvolta potremmo invece riscontrare una riduzione della lordosi lombare o addirittura una rettilineizzazione .Quando tali alterazioni comportano una riduzione del movimento e uno stato infiammatorio arrivano i dolori. Non trascurabili sono le fasce muscolari ed alcuni muscoli che la relazionano insieme al tessuto connettivo agli organi interni addominali e pelvici. Inoltre data l’anatomia del plesso nervoso lombo-sacrale si rapporta agli arti inferiori.

    “Osteopatia è anatomia, anatomia, anatomia “, concludo con questa frase di Andrew Taylor Still, il fondatore della medicina osteopatica , ribadendo che possono esistere molteplici fattori scatentanti il dolore lombare . Non dimentichiamo che disordini posturali, cadute , problematiche intestinali , esiti cicatriziali potrebbero interferire sulla funzionalità e la mobilità della colonna lombare .

    Ianira.

  • QUINOA

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    Nominata più e più volte nel mio blog (www.corrinforma.com), ho deciso di riportare anche qui l’articolo sulle proprietà della quinoa. Inserisco questo alimento  regolarmente nelle diete notando che sono ancora pochi coloro che la conoscono anche se il consumo di quinoa nel mondo, negli ultimi 9 anni, è cresciuto con andamento esponenziale. E’ utilizzata e apprezzata dal popolo celiaco in quanto non contiene glutine. La quinoa è uno pseudo-cereale (le caratteristiche sono simili ad avena, orzo, miglio e in cucina viene impiegata in modo simile dell’amaranto) ma non è una graminacea. E’ un’ottima alternativa alla pasta, riso o farro, e può essere cucinata in mille modi. La quinoa comprende 250 specie che crescono dal livello del mare fino a 4000 metri di altezza. E’ una pianta annuale, originaria delle Ande (per gli Inca era la madre di tutti i cereali), alta 1-3 metri; il seme ha una forma ovale giallo pallido o rosaceo/nero. In Italia non ci sono condizioni climatiche ottimali per la coltivazione (temperature alte e piogge troppo frequenti) ma viene prodotta una specie simile. E’ un seme interessante dal punto di vista nutrizionale in quanto ricco di nutrienti: proteine, fibre, sali minerali e vitamine tanto da essere considerato un cibo “stellare”, in tutti i sensi: gli astronauti sono famosi per farne un uso importante.

    Per quanto riguarda le proteine, sono presenti tutti gli aminoacidi compresa la lisina che di solito non è presente nei cereali in quantità soddisfacente e la metionina che è un aminoacido limitante nei legumi. Il contenuto proteico medio è di circa 16%, di più rispetto al frumento e alle patate ma meno rispetto al riso nero e legumi. E’ ricca di fibra alimentare ed è consigliata a diabetici per contrastare i rialzi glicemici, per chi ha colesterolo alto e malfunzionamento intestinale. La componente lipidica varia tra l’1.8-9.5% con una buona distribuzione percentuale tra le diverse componenti. Sottolineo la buona quantità di vitamina E e la presenza di altri composti (squalene e fitosteroli) importanti per il sistema cardiovascolare.

    Finisco con l’elenco dei minerali e le vitamine: calcio, potassio, ferro, magnesio, fosforo, vitamina A, C, E. Il valore energetico è come quello dei cereali, circa 350 Kcal su 100 gr.

    Claudia Paolucci

    Fonte: www.corrinforma.com

     

     

    Leggete qui, lei si chiama Ornella e il suo blog è veramente bello: http://fattoincasaepiubuono.blogspot.it/2014/06/insalata-mediterranea-di-quinoa.html

    http://fattoincasaepiubuono.blogspot.it/2014/07/polpette-di-quinoa-con-spinaci.html#more

    E se cliccate qui, invece, trovate una ricetta di Claudia Brattini, inserita nel suo originalissimo blog:

    http://pentolepoesie.wordpress.com/2014/04/29/sformatini-di-quinoa-e-ande/